Fools_Cap_(PSF)

“Seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi” (Motivazione del Premio Nobel per la Letteratura a Dario Fo, Stoccolma 1997).

L’antico rito del teatro è figlio dell’arte del buffone, per quanto le cattedrali dalle poltrone di rosso velluto non sembrino oggi testimoniarlo. Questo è un problema per certo teatro che vorrebbe vivere di rendita, una rendita che a detta dei suoi sacerdoti dovrebbe essere garantita dal blasone. Quel teatro non ama mischiarsi né frequentare il popolo, si rinchiude nelle torri d’avorio quando sarebbe il momento di scendere nelle piazze, disconosce le sue radici e vive fuori da ogni tempo, immutabile ed inutile. La nostra società è gravemente ammalata di retorica. Tutto è falso. Vinti dal miraggio di un progresso illimitato e a tutti i costi, stiamo consegnando la storia al materialismo, nuova ideologia totalizzante e profondamente antiumanista. Gli oppressi sono la larga maggioranza, eppure quale massima offesa al buon senso, sembra non esista l’ombra di un oppressore. Che cosa può salvare il nostro mondo se non il ritorno del buffone? Lui solo è capace di strappare la maschera dal volto del tiranno, di lasciare il Re nudo, di vincerlo con l’astuzia elevando a lirica la voce dei più deboli, di sconfessare le false promesse dei suoi lacchè con la forza di un’amara risata, di ridare speranza ai giusti e di invocare finalmente il governo dei poeti.

 

Alessio Michelotti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *