roots

Solo chi ama può crescere dentro di sé uno spirito nobile. È l’amore, e in fondo solo l’amore, che qualifica il genere umano. Nell’amore tra Tristano e Isotta come in quello tra Romeo e Giulietta, è l’eterno conflitto tra desiderio e idealità, tra carne e spirito, tra sofferenza e piacere, a rendere le loro vicende veri e propri miti senza tempo, e a far eccellere questi illustri innamorati nell’arte di esistere. L’Amor Cortese fu narrato dai trovadori nel medioevo e tradotto in commedia nel teatro elisabettiano, per essere poi messo al bando nell’epoca del “Super-Io”, nella quale amore è diventato sinonimo di possesso ed ogni ideale è stato sopito e ritrattato sotto il ricatto di una quotidiana paura.

Allora noi abbiamo deciso di allungare le nostre radici, di spingerle nel sottosuolo fino ad approvvigionarci nuovamente alla fonte di quella poesia che fu. Nei lazzi del saltimbanco e nei tiri del clown, quell’ideale universale, quell’anelito di bellezza, scorre sottotraccia ancora oggi, dileggiando le armate della paura e riportando la pace nei nostri cuori. Scopriremo forse che quello che ci circonda è lo stesso mondo, lo stesso giardino dello spirito che fu cantato dai poeti della Chanson de Geste, e che il suo aspetto dipende dagli occhi con i quali lo guardiamo.

A tutti, buone notti di mezza estate.

 

Alessio Michelotti

Direttore Artistico di SCENAFORESTA

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