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di Veronica Turcato.

 

Il Don Chisciotte di Stivalaccio teatro è uno spettacolo teatrale che racchiude in se i passi che il teatro italiano ha fatto nel tempo. È commedia dell'arte, è teatro popolare, è improvvisazione teatrale. Emerge a volte, a piccoli tratti, persino il gioco tra il Bianco e l'Augusto. È interessante come Marco Zoppello e Michele Mori siano riusciti a creare uno spettacolo, dentro uno spettacolo, dentro uno spettacolo. Una storia dentro l'altra.

Ho visto questa tragicommedia tre volte. Ciò che colpisce più di tutto è la capacità che i due attori hanno di passare da un personaggio all'altro anche solo cambiando il tono della voce, o la postura. Se non ho contato male i personaggi che appaiono sono 12.

C'è poi la parte di improvvisazione dove vengono chiesti al pubblico degli input. Così attori e pubblico creano assieme un episodio delle avventure di Don Chisciotte. Un pezzo dello spettacolo è quindi sempre nuovo, sempre diverso, e sempre molto divertente.

Il testo ha buon ritmo, è ben suddiviso tra momenti comici e momenti in cui ti fermi un po' a pensare ai sogni che hai trasformato in progetti. Sono molte le citazioni da altre opere: Dante, Goldoni, Ruzzante, De la Barca, Shakespeare. La chiave del successo di questo spettacolo è nella semplicità di raccontare una storia. Due attori che fanno gli attori, e che raccontano e interpretano una storia. Grazie a questo, e all'aiuto del pubblico, riescono a salvarsi da morte certa.

Perché andare a vedere il don chisciotte di stivalaccio? Perché Don Chischiotte è un sognatore. Vive in un sogno che crede realtà, come noi durante uno spettacolo teatrale accettiamo quel compromesso di sospensione dalla realtà, e ritorniamo a quel bellissimo “facciamo finta che” che usavamo quando eravamo bambini.

[ http://www.rossosipario.altervista.org/recensione_don_chi.html]

 

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