matteo belli

Sono molti gli spettacoli che hanno lasciato il segno nei dodici anni della nostra rassegna, ma buona parte del pubblico più affezionato, ricorda con particolare trasporto l'esibizione di Matteo Belli in "Genti, udite questo sermone !", al Centro Sociale di Fregona nel 2013. Quella sera lo spettacolo era previsto sul sagrato della chiesa di Osigo, ma il cattivo tempo ci costrinse a riparare al coperto.

Quest'anno Matteo torna a trovarci e noi sfideremo nuovamente le intemperie, per presentarvelo ancora ad Osigo, ancora all'aperto. Impresa non facile, non solo a causa delle bizzarrie della stagione, ma soprattuto perché si tratta di trasformare una piazza in teatro, di predisporre una strumentazione adeguata, e creare una dimensione di ascolto intima, permeabile alle emozioni profonde che questo grande attore è capace di suscitare in ciascuno spettatore. Ci risuciremo senz'altro con il vostro aiuto.

Di Matteo Belli sono state scritte molte cose, è stato apparentato a Carmelo Bene, a Dario Fo e a Walter Chiari. E' evidente a tutti il suo spessore, ed anche la sua generosità, per come è solito darsi al pubblico. Superfluo aggiungere altre speculazioni sull'origine del suo talento, orgogliosi di averlo ancora una volta a Fregona, ci limitiamo a citare qui di seguito alcuni dei pareri più interessanti che sono stati espressi nel tempo sul suo lavoro.

 

"Sembra impossibile che un uomo solo sia quell’orchestra di voci, rauche, acute, indifese, aggressive, infernali. Che un solo corpo sia così di gomma da mutarsi da curvo servo della gleba in vacuo cavaliere con uno scatto, un ergersi, un rammollire la tensione dei fianchi".

Massimo Marino, IL CORRIERE DI BOLOGNA 8/11/2007

     
“In un emozionato e commosso silenzio il suo Concerto per voce sola, poteva evocare il fantasma scenico, così potente, del suo maestro, Carmelo Bene. Ma Belli, che pure molto ha imparato da Bene, della grande scuola del maestro fa una sua rivisitazione meno tesa a scandalizzare diabolicamente i benpensanti e più addentro in una sensibilità sonora e carnale della parola.”

Paola Azzolini L’ARENA 09/06/2005

    
“Un tornado di bravura, un concentrato di adrenalina attoriale, bufera gestuale, un tornado giullaresco in grado di metterti in piedi uno spettacolo a quattro dimensioni che porta il Medioevo ai nostri giorni. Di Belli si è già parlato come di un nipotino di Dario Fo. Definizione lusinghiera, ampiamente veritiera, ma che potrebbe limitarlo: Matteo è una polveriera di talenti, fonici e mimetici.”
    
Rossella Battisti L’UNITÀ 18/11/ 2002

 

"Belli governa il mestiere dell'attore con sottigliezza da maestro, ma la sua interpretazione nasce da uno spirito raffinato, lucido, tenero e sofferente di fronte alla misera condizione umana. Belli è un'anima tenera che utilizza l'ironia, il riso e la giulleria per poter sopravvivere in mezzo a tanta sordità.”

Arlette Neyens, EL PIONERO DE VILLA LA ANGOSTURA / PATAGONIA, ARGENTINA 10-11/2001

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